Un video per dire no a Pedemontana

Pedemontana non è la soluzione, ma il problema. La Brianza ha già dato molto in termini di suolo e aria consumati in questi anni, non è tempo per nuove colate di asfalto, che incentiverebbero ancora una volta la mobilità privata, al contrario è venuto il momento di investire su infrastrutture che ci aiutino davvero a migliorare la nostra qualità della vita e a combattere il drammatico problema del cambiamento climatico.

Questo video, che abbiamo realizzato grazie al videomaker Alessio Morgese, vuole essere l’ennesima occasione per farci una domanda sulla Brianza che vorremmo, su cosa davvero sia nel nostro interesse.


BioBlitz 2021 – Parco dei Colli Briantei

Oggi, 13 giugno 2021, nella splendida cornice della Valle della Nava, a Casatenovo, le associazioni amiche del Parco dei Colli Briantei, in collaborazione con il Parco Regionale della Valle del Lambro, hanno guidato una tappa del BioBlitz.

Gruppo Valle Nava, Gruppo Micologico e Naturalistico di Usmate Velate, Circolo Gaia Legambiente, Associazione Sentieri e Cascine ci hanno portati alla scoperta della biodiversità di una delle aree naturalistiche di maggior pregio del Parco dei Colli Briantei. Infine, prima di concludere tappa all’Apicoltura Tulia, dove la famiglia Decio ci ha parlato di api, miele e biodiversità.


Cos’è BioBlitz?

BioBlitz è un evento di educazione naturalistica e scientifica.
L’iniziativa consiste nel ricercare, individuare e possibilmente classificare, in un determinato ambiente e per almeno 24 ore consecutive, il maggior numero di forme di vita animali e vegetali. I dati raccolti saranno poi un valido strumento per il monitoraggio della biodiversità regionale.

Possono partecipare al BioBlitz tutti i cittadini, che vengono accompagnati nelle loro esplorazioni da esperti naturalisti. La presenza del pubblico è l’elemento fondamentale del progetto: i cittadini, coinvolti attivamente in una attività a carattere scientifico, la cosidetta Citizen Science, contribuiscono in maniera partecipe al valore e alla biodiversità delle aree protette lombarde.

I dati raccolti durante il censimento sono subito inseriti nella piattaforma informatica www.inaturalist.org.

Se vuoi approfondire clicca qui.


BioBlitz 2021, esploratori di biodiversità

Domenica 13 giugno 2021, nella splendida cornice della Valle della Nava, a Casatenovo, ospiteremo una tappa del BioBlitz. In collaborazione con il Gruppo Valle Nava, il Gruppo Micologico e Naturalistico di Usmate Velate, il Circolo Gaia Legambiente, l’Associazione Sentieri e Cascine, andremo alla scoperta della biodiversità di una delle aree naturalistiche di maggior pregio del Parco dei Colli Briantei e parleremo di api e miele con il contributo di Apicoltura Tullia.

Visitate il sito del Parco Regionale della Valle del Lambro per informazioni e iscrizioni.

Presidio No Pedemontana – 23 maggio

La scorsa domenica la nostra associazione insieme ad altri 22 sodalizi ha dato vita a 9 presidi territoriali per informare la cittadinanza sulla concreta possibilità che il progetto di autostrada Pedemontana riparta e sugli impatti che l’arrivo di quest’opera inutile e dannosa porterebbe nel nostro territorio (qui il reportage di MBNews). A Seveso, Biassono, Vimercate, Carnate, Bovisio Masciago, Desio, Velasca, sono stati tanti organizzati banchetti finalizzati a raccogliere le firme contro l’opera e soprattutto spiegare ai cittadini le conseguenze che Pedemontana potrebbe avere nella vita delle comunità.

L’Associazione Colli Briantei era in piazza Durini ad Arcore, a poche centinaia di metri dai boschi di Bernate, una delle tante preziose aree naturali che verrebbero deturpate irrimediabilmente dalla nuova infrastruttura. Centinaia le persone che sono passate a chiedere informazioni e a firmare la petizione destinata al Parlamento.

Alle ore 11 abbiamo anche tenuto una diretta sulla nostra pagina Facebook dando voce a molte delle persone che erano presenti in piazza con noi, la potete rivedere qui.

Ringraziamo ovviamente i molti che ci hanno voluto comunicare il loro sostegno e l’invito è di proseguire diffondendo informazione e raccogliendo firme. I territori uniti possono dare un’importante segnale!


Di seguito alcune immagini della giornata, un video di Giuliano Martinelli che ci conduce nei boschi che verranno deturpati dall’autostrada e due episodi “made in AssoColli” in cui due “umarell” discutono attorno al progetto di Pedemontana!

23 maggio – 9 presidi informativi per capire cos’è Pedemontana

Associazione Colli Briantei aderisce alla rete delle associazioni che contrastano il progetto di prolungamento di autostrada Pedemontana. La prossima domenica 23 maggio ci troverete tutto il giorno ad Arcore, in piazza Durini, per informare sullo stato di avanzamento del progetto, i suoi impatti sul territorio e raccogliere firme a sostegno di una petizione al Parlamento Europeo che chieda di rivalutare la realizzazione dell’opera.

Di seguito il comunicato stampa congiunto della rete. Passate a trovarci, anche solo per un confronto.

Ricordiamo, infine, che è possibile firmare online anche una petizione su change.org.


Rieccoci con Pedemontana, un’autostrada che si aggiunge a strade già presenti e che poi porterà a chiedere altre strade.

In Brianza c’è molta ricchezza, ma un basso livello di qualità della vita, a causa dell’eccessiva urbanizzazione, del traffico caotico e della mortifera qualità dell’aria.

E’ un modello di sviluppo da cambiare perché la Brianza non può e non deve essere un deserto di asfalto e cemento.

Sul tracciato dell’autostrada da completare, le criticità si sommano e le soluzioni non sono all’altezza.

Si pensa di affrontare il problema della Diossina TCDD, prodotta dal disastro dell’ICMESA e presente sulla tratta B2 (da Meda a Bovisio Masciago) con un Progetto Operativo di Bonifica “al risparmio”, insufficiente e comunque rischioso a causa della movimentazione di terreno contaminato.

Occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio interesseranno la tratta C (da Cesano Maderno a Vimercate) che nella prima parte attraversa pure un territorio particolarmente antropizzato. Lo stesso avverrà per la D (da Vimercate a Dalmine).

Non va dimenticato, per le tratte A e B1 già in esercizio, il bilancio economico insostenibile, con percorrenze ben lontane da quelle inizialmente previste e un resoconto ambientale disastroso con lo
sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e coi terreni agricoli distrutti. A questo va aggiunto il mancato completamento di tutte le compensazioni ambientali previste, alcune delle quali sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.

Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.

L’idea di Pedemontana è vecchia di 40 anni ed è da sempre sostenuta dagli interessi economici forti, rappresentati non solo dalle imprese legate alle costruzioni, ma anche da quelle che traggono profitto dalla costante urbanizzazione conseguente ad ogni nuova strada.

Pedemontana è ferma da tempo per mancanza di finanziamenti dagli investitori privati.

Regione Lombardia continua però a volerne ostinatamente il completamento, cercando, di attirare capitale privato con ambigue operazioni di supporto a mezzo di risorse pubbliche e sperando di attingere alla montagna di soldi in gioco anche per le infrastrutture.

In Brianza queste risorse economiche sarebbero molto più utili per realizzare infrastrutture non stradali, quali tramvie e metropolitane, per rafforzare la rete ferroviaria e la ciclabilità e per la scuola, per il welfare, per il sistema sanitario territoriale e la prevenzione.

Il dopo Covid sarà – ce lo auguriamo e operiamo per questo fine – un mondo diverso da quello di prima, anche in termini di mobilità e viabilità, si progetta il futuro guardando avanti e non indietro.

Pedemontana devasterebbe ulteriormente il territorio e aggiungerebbe problemi a problemi per l’ulteriore antropizzazione che essa induce.

Non rappresenta la soluzione più adeguata ai bisogni di mobilità della Brianza, diversi secondo le aree.

Servono interventi differenti da quelli offerti da un’autostrada a pagamento, meno frequentata di quanto previsto anni fa e che congestionerà ulteriormente il traffico locale invece di alleggerirlo.

Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica.


Associazioni e gruppi ambientalisti per una mobilità sostenibile invitano i cittadini ai presidi di DOMENICA 23 MAGGIO 2021 DALLE ORE 9.00/10.00 lungo il progettato tracciato autostradale:

  • SEVESO all’area verde prossima al Bosco delle Querce di via della Roggia, via dei Vignee, via Senofonte
  • BOVISIO MASCIAGO in via Cantù angolo corso Milano
  • DESIO presso parcheggio di via Michelini, in zona futuro svincolo di Pedemontana
  • BIASSONO 1 al sentiero delle Valli, svincolo tra futura autostrada e nuova SP6
  • BIASSONO 2 via Parco angolo via Madonna delle Nevi ad ovest del Lambro e della ferrovia MI/LC
  • ARCORE in Piazza Durini
  • VELASCA fraz. di Vimercate in Piazza Giordano Bruno
  • CARNATE in Via Gargantini sul sentiero di Passirano – Carnate
  • VIMERCATE/SULBIATE in Via Cascina Ca – ingresso da via San Nazzaro di Vimercate

Ai presidi, gestiti dai gruppi locali, verranno illustrate le pesanti criticità indotte dall’autostrada.

Promuovono:

Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Legambiente Seregno, Legambiente Desio, Lista per Biassono, Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M., Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, Monza per un Buon Clima, Friday For Future di Monza e Vimercate, Seveso Futura, Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio

Il motocross sta diventando un problema

Di questi tempi, forse perché costretti a casa dalle limitazioni, in molti hanno riscoperto e stanno riscoprendo il piacere e il valore di una passeggiata in aperta campagna e per boschi. Indubbiamente in questo lungo anno pandemico avere a disposizione una piccola oasi verde ha fatto la differenza, ha permesso di respirare e alleviare un po’ le tensioni di mesi difficili. Lavoriamo da anni alla cura e manutenzione dei sentieri e dei boschi e mai come oggi li vediamo percorsi da un gran numero di persone: chi per rilassarsi, chi per fare attività fisica, chi per scattare qualche fotografia, chi per fare un pic-nic in famiglia: i frequentatori sono molti più di un anno fa.

Accanto a questo, che è sicuramente uno dei pochi lasciti positivi di questa pandemia, rileviamo però un problema sempre più frequente: le persone che si dedicano a queste piacevoli attività devono convivere con la presenza di mezzi motorizzati che rovinano i sentieri, recano danno alla fauna dei nostri boschi, distruggono la quiete di tutti gli altri.

Ci sono diversi casi limite: motociclisti con atteggiamenti arroganti nei confronti degli altri frequentatori – a piedi, in bici, a cavallo – o che si aggirano illegalmente senza targa, come nelle foto qui sopra, scattate questa settimana (il giorno che per disgrazia dovesse capitare un incidente, lo archivieremo come “provocato da ignoti”?). Va da sé che queste situazioni sono intollerabili, ma anche fatte salve targhe e buona educazione il problema resta.

Siamo in Brianza, terra ad alta densità abitativa, gli spazi verdi a disposizione sono molto frequentati, sempre in prossimità di abitazioni, e devono poter essere fruiti in sicurezza da tutti. Purtroppo la libertà non è assoluta, ma sempre relativa e sottoposta a vincoli, limiti frutto del contemperamento dei diversi interessi in gioco. Le attività di motocross/enduro non sono compatibili con la tutela della natura né con i legittimi interessi di chi frequenta campi e boschi senza arrecare fastidio o danno agli altri.

Chiediamo alle Amministrazioni comunali e agli altri enti deputati che vigilino – per esempio coinvolgendo le Guardie Ecologiche Volontarie dei Parchi a noi limitrofi – e con apposite ordinanze o regolamenti definiscano in modo chiaro e pubblico le modalità di fruizione dei sentieri.

Associazione Colli Briantei

Circolo “Gaia” Legambiente – Usmate Velate

Gruppo Micologico Naturalistico – Usmate Velate

Associazione Sentieri e Cascine – Casatenovo

Gruppo Valle Nava – Casatenovo

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Il ritorno di Pedemontana?

Torna alla ribalta il progetto di Autostrada Pedemontana sostenuta dalla Giunta regionale lombarda, una proposta che era vecchia quindici anni fa – quando se ne realizzò il primo tratto, tutt’oggi ampiamente sottoutilizzato – ed ora è totalmente fuori dal tempo. 

L’Associazione Colli Briantei ritiene che l’idea di costruire una nuova autostrada che tagli a metà la Brianza è contro ogni logica e da contrastare con tutte le forze per diverse ragioni: 

1. Favorirebbe ancora una volta i trasporti su gomma contribuendo ad alzare i livelli di inquinamento nella regione Padana. La Pianura Padana, per diversi motivi, è da tempo la zona con i peggiori livelli di smog, con il maggior numero di decessi per problemi respiratori e con il maggior numero di patologie respiratorie di tutta l’Europa (per limitarci ad un esempio italiano, a Milano la media di bambini con problemi di asma è il 28%, contro una media nazionale del 13%).

Ma come: ci stiamo dando tanta pena per contrastare il covid e non battiamo ciglio se qualcuno cerca di peggiorare la già nociva miscela di polveri sottili che quotidianamente respiriamo?

La coltre si smog che spesso stazione nel catino padano in una foto della Nasa

 2. Pedemontana si porterebbe via altri spazi del nostro territorio tra quelli sopravvissuti alla cementificazione diffusa degli ultimi anni. Appena la situazione sanitaria lo consentirà sarà nostra cura organizzare un’escursione per portare quante più persone a conoscenza delle ricchezze che verranno spazzate via dalla nuova colata di asfalto e cemento in arrivo (qui un assaggio). Non solo campi e boschi, ma cascine, case, aziende agricole. Arcore, Usmate, Vimercate, Bellusco: la Brianza ne sarà ampiamente coinvolta. Come sostenere un’opera del genere in uno dei contesti territoriali più densamente abitati e urbanizzati d’Italia?

3. La enorme quantità di soldi destinata a questo progetto (5 miliardi di euro per 70 km) – specie in un momento storico come quello che stiamo attraversando –  potrebbe essere indirizzata a opere davvero strategiche e sostenibili di cui c’è urgenza e grande richiesta da parte della popolazione: estensione delle linee metropolitane a Monza e Vimercate, potenziamento del trasporto pubblico, miglioramento della qualità del servizio ferroviario regionale. Interventi auspicati dai principali studi scientifici in materia di qualità dell’aria, che consentirebbero di ridurre notevolmente il traffico automobilistico dei pendolari, i quali quotidianamente si spostano in città per lavorare e studiare, con un miglioramento della qualità di quanto respiriamo e una complessiva diminuzione dello stress per uomini e ambiente. 

4. Si tratta dell’autostrada più costosa d’Italia e non a caso è ancora oggi a distanza di tempo dalla costruzione del primo lotto ampiamente sottoutilizzata. Il pedaggio per percorrere i 20 km già realizzati, che vanno da Solbiate Olona a Lentate Sul Seveso, costa 4,66€ per le auto e più di 8€ per i veicoli pesanti. Crediamo davvero che una autostrada con simili tariffe possa essere una scelta economicamente sostenibile e decongestionare il transito dei lombardi sulle direttrici viarie est – ovest?

La carta della tratta già realizzata
Il calcolo del pedaggio dal sito di Pedemontana per l’intera tratta esistente

Fare informazione riguardo a questo progetto e alle sue conseguenze è solo il primo passo. In seguito, insieme ad altre associazioni ed enti del territorio, valuteremo ogni azione possibile per scongiurare l’ennesima pugnalata alle spalle per questa terra.            

Se vuoi restare aggiornato segui la pagina Basta Pedemontanao seguici sulle nostre pagine social o su questo sito.

Associazione Colli Briantei

In arrivo il Calendario 2021 dei Colli Briantei!

Cari amici dei Colli Briantei,

per tante vicissitudini legate a questo difficoltoso 2020, i fondi istituzionali che normalmente sostengono stampa e distribuzione del calendario del Parco dei Colli Briantei quest’anno mancano.

Le tante richieste per il calendario 2021 che ci sono giunte, le manifestazioni di affetto per quella che ormai è una presenza fissa in molte case del nostro territorio, ci ha fatto riflettere. Così, abbiamo deciso – grazie alla collaborazione e generosità dei fotografi Danilo Porta, Luca e Alberto Fantoni, che da anni donano al parco le loro immagini – di preparare comunque un calendario, in poche copie, ritirabili su prenotazione.

La copertina dell’anno scorso

Gli interessati possono contattarci per informazioni e prenotazioni ai seguenti numeri:

  • Arcore: 3289672724 (Giuliano)
  • Camparada: 3398725295 (Lucia)
  • Casatenovo: 3339612869 (Renato)
  • Usmate Velate: 3334014895 (Giuseppe)

entro domenica 20 dicembre 2020, vi ricontatteremo per ulteriori informazioni.


“Scatti in Brianza” il concorso fotografico dedicato al nostro territorio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato del Gruppo Valle Nava relativo al concorso fotografico Scatti in Brianza, a cui, anche quest’anno, daremo il nostro sostegno. Partecipate!

2020, un anno che chiede più attenzione per la natura

Il 2020 è stato ed è un anno faticoso per tutti noi, l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo a causa dell’epidemia di covid-19 ha modificato molte delle nostre abitudini e certezze. Come associazione che si occupa di ambiente non abbiamo perso occasione per sottolineare quanto il tema della tutela ecologica sia, davanti a questi avvenimenti, ancor più meritevole di attenzione.

Anche per questo siamo convinti che, per quanto possibile, sia utile portare avanti i propri impegni ed iniziative cercando di farle convivere con il tempo presente. Così anche quest’anno vogliamo proporre “Scatti in Brianza”, pur riadattando e organizzando la manifestazione con tempistiche più flessibili.

L’ottava edizione di Scatti in Brianza

Scatti in Brianza” è il concorso fotografico che ormai da otto anni il Gruppo Valle Nava organizza in collaborazione con il Parco dei Colli Briantei –  e con il Patrocinio del Parco Regionale della Valle del Lambro – per puntare sguardo (e obiettivo) sul nostro territorio, il suo paesaggio, la sua fauna e la sua flora.

Il concorso 2020, come in passato, è articolato in quattro differenti categorie:

  1. #Fauna: immagini che raccontano la vita degli animali che popolano le nostre terre.
  2. #Flora:  gli scatti dedicati alla flora che caratterizza i nostri spazi verdi.
  3. #Paesaggio: il paesaggio brianzolo immortalato in tutte le sue declinazioni.
  4. #Vita nel Parco: le foto scattate all’interno del Parco dei Colli Briantei, alla ricerca dei tanti modi possibili di osservare e vivere il parco.

In ricordo di Alberto Canobbio

L’edizione , come la precedente, è dedicata alla figura di Alberto Canobbio, per tutti noi del Gruppo Valle Nava e per gli amici del Parco dei Colli Briantei l’occasione per ricordare amico che tanto ha fatto per il suo territorio, ma soprattutto un grande amante della fotografia naturalistica e, sin dalla sua prima edizione, uno degli animatori della giuria di Scatti in Brianza. La serata finale del concorso la dedicheremo a lui e, per l’occasione, oltre alle normali premiazioni di categoria, la giuria istituirà un premio speciale alla sua memoria.

Tempi e modalità di partecipazione

Tornando al concorso, ricordiamo che le foto dovranno pervenire all’indirizzo vallenava@gmail.com in formato digitale, dal 20 novembre  al 20 dicembre 2020.
Ogni partecipante potrà inviare un massimo di 3 fotografie (di categorie diverse o della medesima categoria) in un’unica mail, in cui dovrà indicare: nome, cognome, numero di telefono ed indirizzo e-mail dell’autore dello scatto, luogo di realizzazione, titolo dell’immagine e categoria per la quale intende proporre ogni singolo scatto.

Per ogni altra informazione vi invitiamo a prendere visione del bando di concorso cliccando qui sotto.

Premiazione nella primavera 2021

La serata di premiazione sarà nella primavera 2021, ma non ha ancora una data e una collocazione precise. Le stabiliremo valutando attentamente l’andamento della situazione sanitaria e la organizzeremo nel rispetto delle disposizioni anticovid previste in quel momento. Comunicheremo i riferimenti dell’appuntamento conclusivo via mail ad ogni partecipante e attraverso il nostro sito internet al pubblico interessato.

Sperando di vedervi partecipare numerosi, vi invitiamo quindi a tirare fuori “dai cassetti” le migliori immagini che avete scattato in questo strano 2020 e a partecipare numerosi!

Gruppo Valle Nava

La Madonna del Dosso di Velate, miracoli o eresia

a cura di Paolo Cazzaniga

Il 16 luglio la Chiesa celebra la ricorrenza di “Nostra Signora del Monte Carmelo”, più semplicemente la Madonna del Carmelo, a cui ricordiamo è dedicato l’edificio religioso, a forma circolare, noto come “Oratorio del Dosso di Velate”. Edificato negli anni Venti dell’Ottocento dal nobile Francesco Croce, con il concorso dei contadini del luogo, grazie alle offerte raccolte per onorare una miracolosa Madonna, la cui immagine ornava l’unica parete superstite del diroccato antico Oratorio dedicato a San Giacomo. La nuova costruzione volle appunto inglobare al suo interno la Vergine che faceva miracoli. Una Madonna che aveva iniziato i suoi prodigi anni avanti. Il primo evento risaliva al 1686. La fama si era accresciuta nel corso di un secolo e mezzo, fino a quando, il citato Francesco Croce, proprietario del Masciocco della Valmora, così come del terreno su cui, nel 1822 si era edificato l’oratorio, chiede nel 1837 il permesso alla Curia per celebrare la messa, nel nuovo edificio.

L’Oratorio in una ripresa aerea (Elaborata da un video di Dante Colombo)
Dalla rilevazione del Catasto Teresiano, 1721 la presenza dell’Oratorio dedicato a San Giacomo

La Lombardia in quel tempo dipende in tutto e per tutto dall’Austria, l’arcivescovo di Milano non può essere che un austriaco, Gaetano Gaisruck, uomo di fede e di ordine, prima di esprimere un parere, si rivolge al sub-economo dei beni vacanti della Chiesa, per il distretto di Vimercate, ricopre la carica tutta teutonica, don Ambrogio Ponzoni, che vuole il caso, essere anche parroco di Usmate. La relazione di don Ponzoni avrà fatto saltare sulla sedia il Gaisruck. Qui la situazione, oltre ad escludere qualsiasi autorizzazione per la messa, richiede provvedimenti risolutori.

L’arcivescovo di Milano Gaetano Gaisruck e a fianco la relazione inviata da don Ambrogio Ponzoni nel 1838

La prima testa a saltare è quella del Parroco di Velate don Ambrogio Cassina. Dobbiamo dire del povero parroco, che tra l’altro, quando nella stagione estiva, per scongiurare la minaccia di quei temporali che avrebbero distrutto il raccolto dei già miserabili contadini, non mancava di radunarli e in processione salire al Dosso per invocare la Madonna. Dicevamo di don Ambrogio, parroco per vent’anni, una lunga e provata missione non bastò a salvarlo. Sparì dalla scena e dalla storia. Una recente ricerca, all’Archivio Diocesano di Milano, ha confermato l’oblio. Nel consultare il resoconto annuale prodotto da sempre dalla diocesi ambrosiana, indica per l’anno 1838, don Cassina come parroco di Velate. Nell’anno successivo per Velate è indicato il nuovo parroco, don Cassina non figura ne nell’elenco dei defunti dell’anno prima e nemmeno in quello dei trasferiti in altro luogo o a altro incarico.

Le tavolette ex voto, presenti un tempo all’interno dell’Oratorio, a documento dei miracoli del 1842 e 1853

Ritorniamo alla Madonna miracolosa e alla relazione del Ponzoni, che oltre ad esprimere un evidente scetticismo, sull’autenticità dei miracoli, sottolinea una serie di palesi irregolarità, che dirigono l’arcivescovo a negare il nullaosta per la messa e ad invitare le autorità civili a vigilare e impedire ai fedeli e non, di frequentare il Dosso. Chiede di porre particolare attenzione verso quegli sfaccendati, riferendosi alla “corte dei miracoli” che si è venuta a formare attorno all’oratorio, frequentato di giorno e di notte, da questi individui. Don Ponzoni rimarca ancora come l’oratorio sia stato edificato senza permessi e gestito in autonomia da un tesoriere factotum, nominato non si sa da chi, che si fa garante delle cospicue offerte, consenziente occulto Francesco Croce. Per alzare la posta aggiunge di una giovane che a qualsiasi ora si porta dalla cascina in cui abita, all’oratorio per introdurre i nuovi fedeli e farne partecipi dei prodigi avvenuti.

L’oratorio del Dosso di Velate oggi

Comunque autorità religiose e civili, volenti o nolenti, la Madonna persevera nell’elargire miracoli. Nel 1842 salva un uomo investito da un cavallo imbizzarrito, nel 1853, miracolato un giovane che precipita in acqua mentre sta salendo su un traghetto. Cronaca degli eventi, tramandata da due ex voto sfuggiti alla spoliazione subita dall’oratorio quando “finalmente” come verga il parroco di Velate don Carlo Fantoni nel dicembre del 1957, passa alla parrocchia. Ritorniamo a metà Ottocento per ricordare come tra i due miracoli, nel 1846 Francesco Croce muore e lascia i suoi beni alle figlie Carolina e Giuseppina a cui affida i due oratori che erano stati di sua proprietà, a Carolina il Dosso a Giuseppina quello del Masciocco dedicato alla Madonna del Carmelo. Nonostante la vena miracolosa non si prosciughi, le due sorelle sono corrucciate, dalla semi-clandestinità in cui versa il loro oratorio. Ecco che mettono in atto un piano, o perlomeno i fatti che andiamo a raccontare così ci fanno ipotizzare.

Il cartello segnaletico con diverse imprecisioni

Nel 1854 chiedono ed ottengono dalla Curia che la dedicazione dell’Oratorio del Masciocco passi dalla Madonna del Carmelo a Sant’Eurosia. Ricordiamo come questa santa, in genere oggi poco conosciuta, era invocata per proteggere i raccolti, specialmente nei mesi estivi, dai temporali e dalle tempeste. Considerato il luogo, campagna e poi ancora campagna e i contadini, la cui vita dipendeva dall’andamento dei raccolti, l’invocazione a Sant’Eurosia era più che pertinente. Ritorniamo al piano delle sorelle: due anni dopo, nel 1856 si presenta al Dosso l’arcivescovo Romilli, per una Visita Pastorale e, purtroppo per le sorelle, conferma il divieto di celebrare e solleva addirittura dubbi sul culto che veniva praticato nella chiesetta.

Le due Madonne a confronto. La Beata Vergine, come appare sugli ex voto, a destra la Madonna del Carmelo, da notare le gambe piegate in posizione alquanto innaturale a testimoniare le probabili modifiche intervenute sul dipinto.

Qui forse il colpo di genio: “Cambiamo faccia alla Madonna”, detto fatto, la dedicazione della Madonna del Carmelo è disponibile, perché non passarla al Dosso? Chiamano un pittore di fiducia a cui affidano l’incarico di un restyling alla Beata Vergine, la cui immagine, come aveva confermato il Romilli, era dietro l’altare. Il risultato è quello che oggi troneggia all’interno dell’Oratorio. La Madonna non è più quella raffigurata sui due ex voto che abbiamo visto in precedenza, ora è accompagnata dal Bambino Gesù, che regge lo scapolare, simbolo della Madonna del Carmelo e circondata da santi. Il progetto delle sorelle Croce, nel commissionare le modifiche aveva voluto essere rispettoso della storicità del luogo e degli affetti famigliari.

L’interno come si presenta oggi (Elaborata da un video di Dante Colombo)
La figura di San Giacomo con la conchiglia del pellegrino, posta sul cappello

Il cartello segnaletico, posto all’esterno dell’Oratorio, non fa giustizia alla lungimiranza delle sorelle e forse meriterebbe di essere aggiornato, lanciamo un appello. Vediamo un po’: primo non è la Madonna, ma il Bambino ad offrire lo scapolare, e qui possiamo anche sorvolare. San Pietro è inconfondibile per le chiavi del paradiso che regge. Il santo sulla destra, non è tuttavia San Rocco, ma quel San Giacomo, titolare dell’antico Oratorio, lo riconosciamo per la conchiglia del pellegrino che porta sul cappello. Per il sacerdote inginocchiato, indicato come San Carlo, dobbiamo dire che assomiglia poco a quanto ci restituisce l’iconografia classica dell’alto prelato, ricordiamo fra le particolarità il naso prominente, che qui manca. Pensiamo che la figura proposta possa essere stato un omaggio delle sorelle ad uno zio, fratello del padre Francesco, che era appunto un sacerdote. Giusto per finire di fare le pulci al cartello aggiungiamo che l’Oratorio fu donato alla parrocchia nel 1957 mentre il 1963 indicato dalla scritta è l’anno in cui la donatrice, Giuseppina Borghi Belgir, muore. Abbiamo ancora tempo per confermare come la potenza divina non abbia confini.

Il confronto: a destra, il prelato raffigurato ai piedi del dipinto, a sinistra una rappresentazione di San Carlo, da un quadro esposto nel vicino Oratorio del Masciocco

La rinnovata Madonna, continuò con i suoi miracoli. Quando la proprietà del Dosso, passa alla famiglia Borghi, viene raccontato di un nuovo evento miracoloso. Purtroppo la reticenza delle autorità religiose, che ha sempre accompagnato le vicende del Dosso, non ci ha tramandato il racconto dell’evento. Il prodigio comunque rilancia la fama del luogo e con le nuove offerte Giuseppe Borghi edifica il campanile e la sacrestia, siamo nel 1882. Le persone anziane ci dicono, fin dove può andare la loro memoria, che erano soprattutto le donne che volevano avere figli a rivolgersi alla Madonna del Dosso, e molto spesso venivano esaudite. Così per grazia ricevuta si lasciava un segno, una tavoletta che raccontava del miracolo, come abbiamo visto, o più semplicemente un cuore, spesso d’argento che scioglieva il voto. Quando poi nel 1957 l’Oratorio passa alla Parrocchia, in un attimo tutti gli ex voto, vengono rimossi e solo un paio di cuori e i due quadretti, giungono sino ai nostri giorni.

Il campanile e la sacrestia edificati nel 1882 da Giuseppe Borghi, proprietario in quell’epoca dell’Oratorio
Una immagine d’epoca dell’interno dell’Oratorio negli anni ’50 del Novecento, prima che fosse spogliato dei numerosi ex voto, che ornavano l’altare. (immagine messa a disposizione da Giuseppe Mapelli)

Concludiamo con l’amara constatazione che l’Oratorio del Dosso e l’immagine miracolosa della Madonna, abbiano dovuto fare i conti, nonostante la fede popolare non avesse mai nel tempo avuto dubbi sulla genuinità dei miracoli, con gli apparati ecclesiali, Parrocchia in primis, esclusi dal controllo del culto e soprattutto dalla raccolta della “pecunia”, in certi periodi molto cospicua, ma sempre pronti a marchiare le pratiche come eretiche, per delegittimare quanto al Dosso avveniva. Ricordiamo quale altra sorte toccò alla Madonna del Bosco, (un primo miracolo nel 1617) nella non lontana Imbersago e ancora esemplare la Madonna del Lazzaretto di Ornago, che aveva fatto sgorgare un’acqua miracolosa, siamo nel 1714. Solo dopo ripetuti e controversi processi ecclesiastici e grazie all’intervento di personalità eminenti del luogo, ottenne la sua “patente miracolosa”, una patente a cui l’Oratorio del Dosso, per i motivi di cui abbiamo detto, non si è mai potuta fregiare.